
Studi Agro-Ecologici
conoscere, gestire, tracciare.
Il percorso di Studi Agro-Ecologici è pensato per chi desidera comprendere in profondità e gestire in modo consapevole gli elementi naturali presenti nella propria azienda agricola.
Il nostro team tecnico, composto da agronomi, naturalisti e ricercatori, applica indici biologici ed ecologici derivati dalla ricerca scientifica e adattati all’agricoltura sostenibile.

Metodo d’intervento
Il nostro approccio unisce scienza, agronomia e biodiversità.
Forniamo strumenti pratici e dati misurabili per migliorare la salute del vigneto, rafforzare il territorio e aumentare la resilienza aziendale.
Ogni intervento si fonda su metodiche standardizzate e su una visione sistemica dell’agroecosistema, dove ogni elemento – dal suolo agli insetti, dalle piante spontanee ai microrganismi – contribuisce all’equilibrio complessivo.
Le nostre analisi
Gli artropodi rappresentano il gruppo più ricco di specie nel regno animale e costituiscono eccellenti indicatori biologici della biodiversità e della salute dell’ambiente agricolo.
Grazie alla loro mobilità, ai cicli vitali brevi e alla sensibilità ai cambiamenti ambientali, sono strumenti ideali per il monitoraggio ecologico dei vigneti e di altre colture.
Cosa valutiamo
- diversità complessiva degli artropodi e indicatori di resilienza
- presenza e varietà di impollinatori
- equilibri tra specie erbivore e carnivore, utili per il biocontrollo naturale
Indici Entomologici
- indicatore di resilienza e sostenibilità – numero totale di morfospecie
- indicatore di diversità di impollinatori – morfospecie con funzione di impollinazione
- indicatore di diversità di biocontrollo – rapporto carnivori/erbivori
Obiettivi
- misurare la biodiversità entomologica nelle aree coltivate
- valutare gli equilibri ecologici dell’agroecosistema
- supportare strategie di difesa integrata e sostenibile contro insetti nocivi
Le piante spontanee non sono più considerate un ostacolo, ma un alleato ecologico. La biodiversità floristica fornisce informazioni preziose sullo stato ecologico del suolo, sull’equilibrio ambientale e sulla qualità complessiva dell’habitat agricolo. La loro conoscenza permette anche di ottimizzare le attività gestionali che possano rendere questo elemento parte integrante dell’ecosistema agricolo. L’analisi permette anche di migliorare il controllo delle specie non gradite che possono intervenire con l’attività agricola.
Come si svolge
Il botanico effettua due visite annuali:
- primavera (aprile–maggio)
- autunno (fine agosto–inizio ottobre)
Durante le visite vengono analizzati gli appezzamenti rappresentativi rilevando tutte le specie spontanee presenti al loro interno, la relazione tra l’area coltivata e la vegetazione circostante restituendo una relazione tecnica con dati e valutazioni.
Metodologia
- campionamento su superficie fino a 200 m²
- rilevazione di tutte le specie vegetali spontanee presenti
- osservazione della struttura del cotico erbaceo (coperture delle specie più presenti)
- raccolta di materiale fotografico (vegetazione e specie più importanti dal punto di vista naturalistico e agronomico)
- calcolo di indicatori specifici di tipo ecologico (naturalità, inquinamento floristico, etc.)
I dati raccolti consentono di stimare il livello di inquinamento fisico del suolo e di valutare la naturalità dell’ecosistema aziendale.
Il suolo è la base della fertilità e della sostenibilità produttiva. Conoscerne le caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche è fondamentale per gestire le coltivazioni in modo consapevole e ridurre la necessità di interventi correttivi.
Come operiamo
In primavera vengono prelevati campioni rappresentativi secondo metodiche standardizzate. Le analisi forniscono una visione completa del suolo sotto quattro aspetti:
- presenza di plastiche – valutazione tramite osservazione di 10 aree da 1 m²
- chimico-fisico – composizione, struttura e proprietà del suolo
- biologico – vitalità microbica e attività biologica
- ecologico – equilibrio e funzionalità dell’agroecosistema
I risultati sono raccolti in una relazione tecnica con:
- dati analitici
- interpretazione dei risultati
- raccomandazioni operative per la gestione sostenibile
La Soil Food Web (La Rete Alimentare del Suolo) è il cuore pulsante del terreno, la rete invisibile che sostiene la vita delle piante e la salute dell’intero ecosistema agricolo. È formata da una complessa comunità di microrganismi, tra cui funghi, batteri, protozoi, nematodi e microartropodi, che interagiscono costantemente tra loro e con le radici delle piante. Questa rete biologica trasforma la materia organica in nutrienti biodisponibili, favorendo processi di decomposizione, rigenerazione e fertilità naturale.
Come l’uomo possiede un bioma intestinale, anche il suolo ha un suo bioma vivente, capace di scomporre, nutrire e proteggere. Le piante comunicano con questa rete attraverso le radici, rilasciando essudati che stimolano l’attività microbica e regolano il flusso dei nutrienti. In un suolo sano, questo dialogo continuo crea un equilibrio dinamico che sostiene la crescita vegetale, riduce la vulnerabilità a malattie e parassiti e migliora la capacità di adattamento a stress ambientali come siccità o eccesso d’acqua.
Una Soil Food Web bilanciata offre benefici concreti e misurabili: aumenta la disponibilità dei nutrienti, promuove il sequestro del carbonio, migliora la struttura e la porosità del terreno, favorisce la ritenzione idrica e contrasta l’erosione. Ogni elemento, dal più piccolo batterio al più grande lombrico, contribuisce alla costruzione di un suolo vivo, resiliente e capace di sostenere produzioni agricole stabili nel tempo.
La comprensione e la tutela di questa rete sono fondamentali per ogni percorso di agricoltura rigenerativa, perché solo un suolo vivo può garantire un’agricoltura davvero sostenibile.
La Soil Food Web è l’insieme delle relazioni biologiche tra i microrganismi del suolo e le piante.

Conoscere, gestire e tracciare la biodiversità
Il percorso di Studi Agro-Ecologici rappresenta un viaggio di conoscenza e consapevolezza all’interno dell’azienda agricola.
Attraverso analisi scientifiche, indicatori biologici e un approccio sistemico, diventa possibile leggere e interpretare la complessità della natura che vive nel suolo, tra le piante e negli insetti. Questo sapere si traduce in scelte gestionali più consapevoli, in una produttività sostenuta nel tempo e in un territorio più resiliente.
Conoscere, gestire e tracciare la biodiversità significa dare valore al proprio terreno, alla qualità dei prodotti e alla salute dell’ambiente.
